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OltreFood Coop
5°tappa: Il Bombo
Novembre 28, 2020 by Davide Pagani in OltreFood Coop

Continua Oltrefood On Tour, oggi in visita al Bombo di Luca Ghiretti, giovanissimo produttore di miele originario della Bassa, col cuore montanaro e un passato da rugbista.

L’arrivo all’azienda di Luca non è facile: non ci sono riferimenti su internet e addirittura Google Maps lo geolocalizza a chilometri di distanza! Ci fermiamo ad un bivio per chiamare Luca e, come poche persono sono in grado di fare, ci spiega per filo e per segno come raggiungerlo. Con le sue indicazioni perdersi è impossibile e infatti dopo dieci minuti eccolo che ci aspetta all’ingresso della sua azienda agricola. 

Dittico Luca

Abbandonata la palla ovale a causa di un problema fisico, Luca decide di investire le sue energie in quelle attività manuali a cui, se non fosse cresciuto in un’azienda agricola, sarebbe stato difficile appassionarsi, come la falegnameria, la produzione di vino e la norcineria. Un percorso che dura tutt’ora, ma che ha inizio con una prima grande passione: il miele. 

Nel 2015, a soli 18 anni, decide di vendere la moto da enduro per acquistare un’arnia e ospitare il suo primo sciame di api, che ha purtroppo vita breve, data dall’inesperienza.
Infatti un acaro (il Varroa destructor) stermina le api della sua prima arnia, provocandone il deperimento, la perdita di peso e della capacità di navigare in volo e ne causa, infine, la morte…una brutta bestia per l’apicoltore, che Luca ha poi risolto con un trattamento a base di acido ossalico, permesso anche in agricoltura biologica, che uccide l’acaro e soprattutto non lascia residui nel miele.

Nonostante le difficoltà iniziali, Luca non si perde d’animo, segue un corso di apicoltura professionale e comincia a maturare altre esperienze sul campo, affinando la sua tecnica e ottenendo così risultati sempre migliori.

Arnie prato stabile

Oggi l’azienda conta 37 arnie, la maggior parte di cui è posta su un prato stabile, mentre le altre sono mobili, costruite personalmente con legno di abete e larice, e progettate in modo che si possano trasportare in montagna, come una specie di transumanza, alla ricerca di castagni e luoghi incontaminati.

Luca ha infatti bisogno di “scappare” dalla Bassa e rincorrere la fioritura del castagno, albero ricco di polline e toccasana per le api, perchè migliora il benessere dello sciame fornendo grandi scorte per l’inverno. Ritrova così luoghi segreti che ha scoperto durante le sue uscite in moto e risale fino alla prima montagna dell’Appennino Parmense, dove convivono decine di microclimi e paesaggi ancora incontaminati ed è possibile entrare in simbiosi con la natura. 

Arnia fatta a mano

L’apicoltore, oltre ad essere un lavoro, è anche un vero e proprio stile di vita che si fonda su un rinnovato rapporto che l’uomo ha con la natura e l’ape, una relazione intima che diventa una sinergia da cui tutti traggono beneficio: come noi garantiamo pulizia, forza e protezione, lo sciame produce un surplus di miele che possiamo recuperare e utilizzare per la nostra alimentazione.

Per Luca, che ha già le idee molto chiare, questo legame è garantito dal rispetto ed è convinto che ci si debba mettere a completa disposizione dell’ambiente, cercando di provocargli meno traumi possibili; è per questo che, accanto alle arnie, lo sfalcio dell’erba viene fatto a mano, per evitare rumori molesti e odori “alieni” prodotti dalla benzina del tagliaerba.  

Nonostante queste accortezze, l’ecosistema non è immune dagli effetti del riscaldamento globale, e le differenze si notano anche sul breve periodo perchè le api sono particolarmente sensibili. L’ape è infatti la sentinella principale dell’ambiente e la sua sopravvivenza è messa in pericolo, oltre che dall’utilizzo di trattamenti fitosanitari in agricoltura, anche dall’estrema variabilità delle stagioni, dai lunghi periodi di siccità, dalle gelate in primavera e da un alto tasso di umidità che provocano degli scompensi nelle fioriture, con conseguente scarsità di nettare (e quindi nutrimento) per le colonie, e allo sviluppo di nuovi virus e agenti patogeni.

Luca e il baby cocomero

Tutte queste variabili ambientali sono riscontrabili, agli intenditori, al primo assaggio, soprattutto se il miele viene lavorato poco durante la smielatura, lasciandolo grezzo e naturale, come l’ape lo fa, e se viene leggermente scaldato, per farne individuare eventuali difetti organolettici.

A questo punto, non ci resta che provarlo: scopriamo così che l’erba medica permette la produzione di un miele dal sapore delicatissimo ma ricco di nutrienti; mentre il castagno garantisce un colore intenso e un gusto deciso, che per Luca “porta la mente direttamente sulle sue montagne”..

Ma le differenze non finiscono qui, esiste infatti una differenza di aroma e gusto anche tra arnia e arnia: colori, profumi, sapori che solo l’esperienza ti permette di identificare…come se ogni famiglia trasferisse la propria caratteristica/particolarità genetica al suo miele.

Cesto con miele Il Bombo

Chiacchierando, passeggiamo sul terreno arido di fine luglio di un campo di circa 3 ettari seminato ad angurie, zucche e meloni e contornato da alberi da frutto, un vero e proprio supermercato di nutrienti per gli sciami, ma anche il laboratorio per la prossima avventura di Luca.

Apicoltore, agricoltore, falegname e trasformatore: per noi, abituati alla frenesia della città, è difficile capire dove trovi il tempo per mettere in cantiere nuove idee, come la creazione di un laboratorio multifunzionale per la trasformazione della frutta nella vecchia stalla di famiglia, che sta ristrutturando utilizzando tecniche antiche, usando prodotti ecosostenibili e usando la calce al posto del cemento. 

“Il mio sogno non ruota solo intorno alle api, ma a tutto il territorio nel suo complesso. Ad esempio, vorrei reintrodurre le siepi (alberi da frutta, alberi autoctoni, vite) che per secoli hanno colorato e frastagliato il piattume della Bassa, per dimostrare che anche qui, tra l’autostrada e la via Emilia, si può creare un luogo ideale e di benessere per le api e la biodiversità”.

Luca, un vero libero pensatore, ha le idee molto chiare sul suo lavoro e sull’evoluzione che dovrebbe intraprendere la sua azienda agricola, e non si sottrae al confronto con gli altri. Definisce “tradizionale” l’agricoltura dei suoi nonni, e che ha sposato anche lui, in contrasto col lessico corrente che intende come “tradizionale” l’agricoltura che si avvale di prodotti di sintesi, intensiva e iper produttiva, che sta causando la desertificazione di terreni un tempo fertili, inquinando le falde acquifere e acidificando gli oceani.

Inoltre, è convinto che la certificazione biologica patrocinata da enti terzi non sia più un sistema affidabile, ma che siano le aziende a dover dedicare una parte importante del proprio tempo per aprirsi ai clienti e mostrare l’autenticità del proprio lavoro, senza temere di dover nascondere qualcosa, e veicolare un concetto di qualità disgiunto dalla mera estetica e che abbracci un ideale di benessere per l’uomo e per l’ambiente insieme.

Il nostro egoismo ci ha portato all’estremo e stiamo facendo di tutto per distruggere l’ambiente

Con queste premesse, sembra scontato che abbia scelto Oltrefood come suo canale di vendita, ma invece ci stupisce ancora perchè per Luca, questa è una scommessa: è un mettere alla prova un nuovo sistema che concettualmente funziona ma che non è ancora certo che, per i tempi che corrono, possa ingranare veramente. “L’aspetto interessante è il coinvolgimento del consumatore nel creare un rapporto stretto con il fornitore che si traduce in un controllo diretto sul modo di lavorare dell’azienda, senza compromessi”…speriamo di non deluderlo! 

Dopo quasi due ore immersi in questo alveare di idee, siamo completamente rapiti dalla conversazione, che porteremmo avanti all’infinito…ma purtroppo è tempo che Luca ritorni alle sue api e che noi rimontiamo in sella verso la città. Stanchi e felici, la strada del ritorno comincia senza poche parole, fino a che non riceviamo una sua chiamata “mi sono dimenticato di regalarvi  il miele!” ride imbarazzato, e ci raggiunge al volo per rimediare. E così, oltre a questa delizia zuccherina, portiamo a casa con noi anche una bella speranza per il futuro, quella di un ragazzo che, come tanti altri stiamo conoscendo, farà di tutto per tutelare l’ambiente e rendere il mondo un posto migliorare.

da stalla a laboratorio didattico
Miele nel cestino

AZ.AGR. IL BOMBO

via Priorato 57/a – Fontanellato
(GoogleMaps)
Tel. 348 654 6734

Il prato stabile con le arnie
Luca ha le idee ben chiare
Oltrefood Coop Parma

OLTREFOOD COOP

Borgo Santo Spirito 44, Parma
Tel. 0521-1512252
www.oltrefoodcoop.it
FB /oltrefood

Ringraziamo Mauro Carbonaro per le foto e Marta Razzetti per l’editing di ogni articolo.
Se gli scatti vi sono piaciuti, seguite il lavoro di Mauro sul suo sito maurocarbonaro.myportfolio.com oppure FB e IG.

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Davide Pagani

CHI SONO

DAVIDE PAGANI

Cicloturista enogastronomo.
Nel tempo libero adoro
girare con la mia bici
per andare a scoprire
nuovi territori e produttori!
L'Italia in bici è ancora più bella

 

 


 

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