Giovedì sera siamo arrivati a Forlì – come dicevamo, viaggiando in treno per gli ultimi chilometri da Ozzano – e abbiamo approfittato dell’ospitalità del mio amico Michele, che ci ha fatto trascorrere una bellissima serata immersi nell’atmosfera romagnola.
Ieri mattina da Forlì siamo ripartiti e abbiamo passato tutto li giorno scappando da nuvole minacciose che ci seguivano ma che, per fortuna, ci siamo sempre lasciati alle spalle, pedalando senza prendere mai una goccia di pioggia.
Dopo il primo tratto di viaggio, percorso su una pista ciclabile, siamo arrivati a Forlimpopoli, dove abbiamo visitato il Centro di Cultura Gastronomica Casa Artusi, che comprende anche una bellissima biblioteca enogastronomica: Artusi è stato il primo gastronomo italiano e nel 1891 ha scritto “La scienza in cucina. L’arte di mangiar bene”, in cui ha raccolto 790 ricette; il libro è inoltre uno spaccato sociale dell’Italia benestante dell’epoca.
Visitiamo il centro e scopriamo che qui si tengono anche attività didattiche per insegnare a fare la pasta fresca, poi per pranzo raggiungiamo la nostra ex docente universitaria Silvana Chiesa, piacentina che da due anni si è spostata qui in Romagna e che insegna Storia dell’Alimentazione. Abbiamo pranzato a casa sua con una piadina – preparata rigorosamente con lo strutto, come vuole la tradizione – farcita con squacquerone, ricotta di capra e formaggio di fossa, alla quale poi è seguito un piatto di cozze di Bellaria, veramente ottime.
Dopo questa piacevole sosta abbiamo ripreso a pedalare e siamo arrivati al Caseificio Pascoli, un caseificio storico che vanta, tra le sue punte di diamante, il Formaggio di Fossa DOP, prodotto in azienda e infossato a Sogliano sul Rubicone, e lo Squacquerone di Romanga DOP, sposo ideale della piadina. Segnaliamo una particolarità: il loro Squacquerone ha ottenuto la Menzione d’Oro nella sezione Formaggi Freschi di Alma Caseus, concorso nazionale dell’Alma.
Oltre a questi due formaggi, producono anche caciotte vaccine, pecorini classici o affinati con foglie di noci, pere, vino.
Qui, Annalisa, la figlia dei proprietari, ci ha accolti e ci ha fatto degustare una serie di formaggi, rigorosamente prodotti da loro: squacquerone, ricotta di latte, ricotta di siero misto a pecora, formaggio di fossa e pecorino di Romagna, classico e affinato con il pepe. Annalisa è stata gentilissima e ci ha anche raccontato la ricetta ideale per gustare al meglio il formaggio di fossa: ci spiega che bisogna tagliare le pere a carpaccio e disporle su un piatto, aggiungere il formaggio di fossa a scaglie, miele e noci sbriciolate e accompagnare il tutto con un buon Passito di Sicilia. Prima di partire ci saluta con un’ultima curiosità: per i loro formaggi usano il sale di Cervia, che è più “dolce” rispetto a molti tipi di sale.
A questo punto ci salutiamo, usciamo e… la mia bici ha una gomma a terra! Di nuovo! Ma non ci facciamo prendere dallo sconforto: risolviamo il problema e ripartiamo!
Arrivati sulla costa, Gianluca nota che il profumo del mare fa fatica ad arrivare fino a noi. Saranno le file di alberghi, le spiagge dense di ombrelloni, non sappiamo, solo il profumo della salsedine è molto più leggero di come ci aspettavamo.
A Riccione ceniamo al ristorante dell’hotel dove pernotteremo, “L’Ombra”. Anche qui l’accoglienza è fantastica e questa sta diventando una piacevole conferma del nostro viaggio: l’ospitalità e la voglia di raccontarsi caratterizzano le terre che stiamo attraversando.
Ceniamo ospiti dello chef Vanucci, giovanissimo, classe 1989, che, incuriosito dal nostro viaggio, lascia la cucina per raggiungerci in sala e illustrarci di persona tutti i piatti che degustiamo: gamberi viola di Sicilia con maionese fatta in casa e burrata, spaghetti alla carbonara di pesce accompagnati da una fetta di bacon croccantissima, sardoncini dell’Adriatico alla griglia e, per finire, un freschissimo sorbetto alla menta.
Chiudiamo la giornata con i racconti dello chef, che ci dimostra la sua grande conoscenze delle materie prime e della loro lavorazione e che ci confessa che, ogni volta che può, incontra i clienti per spiegare loro le caratteristiche del piatto che stanno mangiando.
Dopo cena crolliamo dalla stanchezza, ma felici per tutto quello che il nostro viaggio ci sta facendo scoprire.
A domani!






